Ollolanda!
Ve lo ricordate il ritornello “Ollolanda” della Meloni?
“O l’Olanda sta avviando un atto ostile nei miei confronti perché mette una nave battente bandiera olandese a fare il trasbordo di immigrati clandestini a casa mia, oppure l’Olanda mi dice che non riconosce la Sea Watch, il che significa che la Sea Watch è una nave pirata, e quindi queste persone si fanno sbarcare e l’equipaggio si arresta e la nave si affonda!!!!”
Almeno faceva ridere!
Il ddl sul blocco navale (più altre amenità contro i migranti), invece, fa vergognare di essere italiani, e per diversi motivi.
Il primo è che “questi qua” non hanno il senso del ridicolo; si prendono sul serio, qualunque minchiata dicano o facciano.
“I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa. Difenderli è un dovere”, blatera il ministro Piantedosi. Già, perché quattro poveracci che arrivano sulle nostre coste dopo essere in qualche modo sopravvissuti a lager, vessazioni, stupri e naufragi, sono pericolosi aggressori da cui è doveroso “difendersi”. Capisco che i sovranisti de noantri non li vogliano, ma stessero tranquilli: è gente in cerca di aiuto, gente in fuga dalla povertà e dalla guerra, non sono pericolosi aggressori.
Già questa “narrazione”, volta a far percepire come un pericolo chi cerca aiuto, sarebbe ridicola se non fosse vergognosa. Ma vi assicuro, è più pericoloso Trump: e se decidesse che vuole la Sicilia, dopo la Groenlandia?
Anche Sea-Watch Italy (sì, quella di Ollolanda!) ha sollevato il problema di questa assurda narrazione: «è rivoltante trattare come un pericolo per lo Stato chi fugge da miseria e persecuzioni. Ed è vigliacco respingere le persone nei Paesi che le perseguitano. Non è sicurezza, è disumanità. Moltiplicheremo gli sforzi per salvare chi rischia la vita in mare».
È vergognoso l’uso combinato della paura e di un preteso patriottismo (che altro non è, invece, che vieto suprematismo razzista e nazionalista) per sollecitare gli istinti più bassi del popolo. Che è – sì – sovrano, ma anche influenzabile e manipolabile. D’altronde gli italiani non si ribellarono, quando Mussolini e Graziani decisero di usare i gas per trucidare il “nemico” etiope, che non riuscivano a sconfiggere con le armi più “normali”. Quella – sì – fu un’invasione, un’aggressione da respingere con ogni mezzo! Non questa, da cui si pretende dobbiamo difenderci manu militari. Non si indignò quando l’Italia fascista invase la Grecia, in cui è ancora festa nazionale la ricorrenza del “giorno del no”, che diede inizio all’aggressione armata. Perché il popolo può essere condizionato, influenzato, ingannato da chi governa. E poi, ci sono anche quelli che lo sostengono, il governo.
È vergognoso, oltre che ridicolo, che lo strumento di “difesa” sia il blocco navale. È pur vero che la Meloni lo aveva invocato in campagna elettorale, ma ve lo immaginate che cosa succederebbe davvero?
In sostanza, una nave (non importa se della marina italiana o di una ONG) potrebbe rimanere fino a sei mesi in mezzo al mare con il suo carico umano: migranti ed equipaggio, si direbbe. In quali condizioni? a dormire sul ponte di una nave fino a 180 notti? sotto qualunque clima? a mangiare che cosa? a fare i propri bisogni dove? uomini, donne e bambini?
Perché comunque sarebbero tutti in condizioni di fortuna, su una nave piccola pensata per il salvataggio, non per viverci 6 mesi; non certo una nave da crociera equipaggiata per lunghe permanenze in mare. Ma per favore, non fatemi ridere, non fatemi vergognare!
È vergognoso, oltre che ridicolo, che il governo di quella che si autodefinisce la “patria del diritto” faccia un disegno di legge così difforme dai principi più semplici e irrinunciabili del diritto.
Avvenire del 12 scorso ha pubblicato le prime perplessità dei giuristi. «In una tale gestione del fenomeno migratorio, si perde la centralità del rispetto di ogni essere umano. Un blocco navale del genere non può essere applicato tout court. Lo dice il diritto internazionale, giacché ci sono in ballo vite che rischiano di essere compromesse». «Va comunque garantito lo sbarco a naufraghi e richiedenti asilo. Altrimenti, l’Italia rischierebbe una condanna dalla Corte europea dei Diritti dell’uomo». Mi dispiace dar ragione ai “preti”, ma hanno ragione.
Ma non c’è bisogno dei giuristi per capire come sia nebuloso e irragionevole questo ddl. Le leggi devono essere razionali e comprensibili, se no, generano arbitrio. Che senso ha una durata del “fermo” che va da “trenta giorni, con eventuale proroga fino a un massimo di sei mesi complessivi”? e perché non dire semplicemente che il fermo può durare sei mesi? e che cosa sono le situazioni particolarmente gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato? e quando la pressione migratoria diventa eccezionale? quali sono i “grandi eventi” che fanno scattare il blocco? anche le olimpiadi e Vinitaly? e le emergenze sanitarie? sono comprese anche le epidemie influenzali?
E poi, perché questo ddl, quando la pressione migratoria si è già enormemente ridotta, secondo il governo, senza blocco navale?
Si direbbe che questo governo non sia ancora sazio di naufragi e di morti, già saliti a numeri record in questo inizio d’anno (più del 16% dei migranti che attraversano il Mediterraneo).
Ma la Meloni non vuol mancare alla parola data: blocco navale chiedeva e blocco navale farà. Già troppe sono le promesse non mantenute dalla maggioranza: abolizione delle accise e della legge Fornero; e Presidenzialismo, per citarne alcune.
di Cesare Pirozzi

