Gli eroi marginali dei bassifondi
Il forte lirismo della commedia dell’arte messa in scena da Geppy Gleijeses, un gigante del teatro, in grado di rappresentare Raffaele Viviani così come lui avrebbe voluto. Al teatro Greco di Roma, Napoli Nobilissima, due atti unici “Don Giacinto” e “La musica dei ciechi” con bravissimi interpreti, lo stesso Geppy Gleijeses, Lorenzo Gleijeses, Chiara Baffi, Massimiliano Rossi e tanti altre/i attori. Un cast eccezionale, che riesce a dare forza recitativa ad ogni personaggio che gravita nei vicoli dei bassifondi napoletani. Una umanità condannata a vivere in miseria, ma con un’anima in grado di bastare a se stessa, per superare la propria condizione. Due spettacoli, irriverenti, ma umani, intrisi di quella “feroce generosità” che si acquisisce sulla strada. Una strada felliniana, ma anche una strada maestra che insegna il perdono solidale della comprensione della propria sorte.

Geppy Gleijeses riesce a donare al pubblico la verace napolitanità di Viviani, trasportando sul palcoscenico, non solo la miseria della derisione di ogni personaggio, ma soprattutto la magia della essenza che attraversa ognuno. Dove ognuno è al suo posto, misero, nella strada che tutto toglie, ma nel contempo tutto dona. Questo il vero miracolo di Geppy Gleijeses, questo il regalo che fa al pubblico, non solo come Don Giacinto, ma anche come Ferdinando il contrabbassista, riuscendo a dirigere se stesso, all’interno di una compagnia di scalmanate/i che non si risparmiano, mettendo in scena, ognuno il suo alter-ego: sì perché in questa recita ognuno è se stesso più di se stesso. Non perché ci si cala nei personaggi, ma perché ognuno sente, sulla propria pelle di essere quel personaggio. Aprendo gli occhi al pubblico con le gesta degli eroi marginali dei bassifondi, capaci di vivere la loro quotidianità con dignità, decoro, ma anche con etica e morale, dove i miserabili rifiuti della società, evolvono in romantici personaggi dotati di anima e spirito. Così l’amore, il gesto d’amore, di Ferdinando che accarezza la guancia di sua moglie Nannina, mentre la stringe forte a sé, vedendola per la prima volta, con gli occhi del cuore, richiama il pubblico a confrontarsi con le proprie mancanze, nei gesti romantici verso le persone amate.
Grazie Geppy, grazie per questo immenso regalo.
di Claudio Caldarelli

