ALCOOLTEST
COMUNICATO STAMPA
Fifilm Production è lieta di annunciare che il film ALCOOLTEST di Stefano Usardi uscito nelle sale ad ottobre 2025, è stato premiato come Miglior Lungometraggio nella sezione Greatest Indipendent Film al BCT – Benevento Cinema e Televisione 2026.
Il film, che vede come protagonista per la prima volta sul grande schermo il celebre cantante Drupi, è un racconto intimo e profondo, un viaggio introspettivo che porta a riflettere sulla condizione umana, sui legami che ci uniscono e sui sogni che ci accompagnano nel corso della vita. Sullo schermo anche gli attori Vanda Colecchia, Sofia Taglioni, Vassilij Mangheras, Stefano Scandaletti, Giulio Cancelli, Matilde Vigna, Selene Gandini, Giovanni Morassutti, Francesco Migliaccio.
Alcooltest, girato interamente in Valbelluna, in Veneto, racconta la storia di Sergio, legato ai suoi gloriosi anni ‘70, in cui tutta l’Italia cantava le sue canzoni. Beve birra e cerca di dimenticare il suo passato, ma piccole allucinazioni rendono il tutto difficile. Sofia, che sta per sposarsi con Luca, giovane appassionato di macchine truccate, lo tratta come un padre e cerca di aiutarlo a tornare in pista. Tra improbabili sagre paesane, pranzi eccessivi e crisi di identità Sergio è costretto a lasciarsi alle spalle il passato.
La regia di Usardi ha la capacità di creare atmosfere dense e suggestive, catturando l’essenza di personaggi complessi e sfaccettati, giocando e dialogando tra diverse generazioni. Questa volta ha scelto di farlo nella terra che lo ha visto crescere, omaggiando un territorio “invisibile”, complesso, per certi versi anacronistico ma intensamente attuale.
Dicono di Alcooltest:
“Alcooltest” si presenta come un progetto ambizioso e profondamente umano, dedicato a chi ama un cinema “di confine”, capace di fondere il realismo della provincia italiana con slanci visionari e interiori – Monia Manzo, Close Up
“Alcooltest” per la stratificazione dei personaggi e la sottotraccia corale ricorda un po’ un “Little Miss Sunshine” in salsa veneta, anche se qui non si fa nessun viaggio on the road, ma c’è una barca ferma e dismessa che diventa una casa in mezzo al prato, e il territorio viene attraversato nella sua località, nel suo piccolo, come un viaggio concentrico sugli scenari rurali, dove la massima densità è quella di una sagra, dalle sale concerti alle balere da liscio, costruendo un’opera davvero paesana che ha il pregio di raccontare in modo profondo e reale la provincia veneta pure servendosi di elementi surreali e a tratti allucinati. – Lorenzo Ceotto, Taxi Drivers
Ricordiamo inoltre che sono da poco terminate le riprese de “IL TAVOLO“, il nuovo film di Usardi prodotto da Fifilm. Il film è ora in fase di montaggio e post produzione. L’uscita in sala è prevista per l’estate 2027.

Il protagonista è il Tavolo. Percepita l’immagine del mare in un mobilificio, il Tavolo decide di raggiungerlo con ogni mezzo possibile rendendosi testimone di gravi e rocambolesce vicende. Bloccato dalla sua scarsa mobilità Il Tavolo è aiutato da ladri, bambini, preti, musicisti e altri casuali protagonisti che ne assecondano, involontariamente, l’intento.
La troupe ha lavorato tra la zona del Cadore in provincia di Belluno e le zone di Jesolo/Cortellazzo seguendo il corso del fiume Piave e percorrendo quella che era l’antica via degli zattieri, figura nata ai tempi della Serenissima, periodo in cui Venezia aveva bisogno di legname per costruire solide imbarcazioni e le fondamenta dei palazzi. Il bellunese, ricco di aree boschive, era il territorio perfetto da cui attingere. È qui che nasce la figura dello zattiere: abile e coraggioso uomo che trasformava i tronchi in zattere e che trasportava il legname dal Cadore fino in Laguna.
Girare un film con protagonista un Tavolo è stato davvero particolare per diversi motivi: il primo è logistico perché ho voluto inserire il Tavolo, un oggetto, nella maggior parte delle scene, anche quelle che prevedevano o dialoghi tra i personaggi in movimento o la reale soggettiva del Tavolo. Il protagonista ha di fatto determinato le scelte registiche e di costruzione delle scene. Durante le riprese, poi, il Tavolo ha come preso vita, rendendosi lui stesso parte del quadro anche lì dove non era previsto. Ce lo ritrovavamo in mezzo senza volerlo. Questo ha molto colpito me e tutta la troupe. Anche il nostro modo di guardare il Tavolo è completamente cambiato: inizialmente lo consideravamo per quello che è, un oggetto. In seguito anche il tipo di riprese su di lui si è trasformato diventando molto più intimo e personale, quasi si fosse creata una connessione tra noi. Spero che anche nel risultato finale emerga questo particolare contatto quasi emotivo.
Infine, mi auguro che tutti coloro che vedranno il film, possano poi guardare un oggetto con altri occhi: il mio obiettivo, con questo ultimo lavoro, è creare un sentire profondo verso la valorizzazione degli oggetti con una certa dose di denuncia al consumismo. – Il regista Stefano Usardi a fine riprese.
Elisa Fantinel – Ufficio Stampa
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