L’armonia del corpo

Claudio Caldarelli Direttore Responsabile

Un problema fisico reale è sempre energetico. E in questo caso è sempre un lavoro arduo, gravoso, perché si deve cambiare l’energia, rincanalarla, riorientarla, connetterla, raffinarla. E l’energia si incanala sempre all’interno di una propria struttura muscolare, quindi occorre modificare l’intera muscolatura del corpo. Inoltre l’energia crea i propri stati d’animo, per cui quegli stati d’animo devono essere modificati. Se i problemi sono a livello energetico, il lavoro è arduo e molto impegnativo. Il corpo è il tempio dell’anima, il tabernacolo del divino: deve essere rispettato perché sacro!

Purtroppo gli insegnamenti del passato, le tradizioni, le religioni lo hanno profondamente condannato. A causa di quella condanna, l’uomo vive dissociato, in lui è stato creato artificiosamente un conflitto. Un conflitto con se stessi, difficile da estirpare. L’umanità è stata condizionata a pensare che il corpo sia un nemico, un antagonista contro cui si deve lottare. Noi lottiamo contro di noi per sottometterci, per opprimerci e dominarci contro la naturalità della nostra essenza. Così facendo ostacoliamo la condivisione con la divinità che è dentro di noi. Impediamo la comunione con il divino. Questa è una vera assurdità. Il corpo è il ponte, non un ostacolo. Il corpo è una creazione di Dio per manifestare la sua essenza che siamo noi. Non può esserci antagonismo ma amore. Ma questo non avviene. Tra noi e il nostro corpo non c’è armonia ma disarmonia, non c’è luce ma oscurità. L’esistenza ha scelto il corpo per viverci in consapevolezza, con amore nel tutto che è l’unicità di noi, il divino che è in noi in quanto noi.

Il corpo è il gioco del divino, l’armonia del corpo siamo noi connessi a noi: la divinità che è amore. Ma noi siamo disconnessi a causa degli insegnamenti sbagliati e falsi. L’uomo si identifica con la mente e piano piano il corpo  diventa insensibile. Inoltre ne abbiamo paura, una intima paura a causa della quale il corpo ha perso la sensibilità e la gioia di amarsi. A causa di quella paura, il corpo vive soltanto il proprio minimo: la mente non gli permette di danzare con totalità, di saltellare con amore, di liberare il folletto con gioia. E solo portando al massimo la danza del corpo accade l’incontro con l’esistenza, la fusione con il divino. Accade l’estasi con la musica e la danza delle quattro stagioni: la perfetta totalità del due in uno.

La materia è divina, il corpo è divino e noi dobbiamo cercare la divinità non contro ciò che è materiale, ma attraverso di esso: la Terra deve essere usata come passaggio e il corpo come una scala. Quando comprendiamo questo, la vita non è più una lotta, ma una danza. La consapevolezza e il corpo possono danzare insieme, mano nella mano, respiro nel respiro, in questo modo affiora l’immensa sintesi in cui consapevolezza e corpo non sono più due cose separate, ma due aspetti di un’unica energia. Questo è lo stato di realizzazione, il Supremo risveglio, l’illuminazione del cantico delle creature. L’energia è l’armonia del corpo che è la danza saltellante del due che diventa uno: l’amore.

di Claudio Caldarelli

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