Ci stiamo provando e continueremo a farlo
Ci stiamo provando a ribellarci. A riempire le piazze con le bandiere della Palestina. Con la Global Sumud Flotilla. Con gli scioperi e con le proteste spontanee. Ci stiamo provando e continueremo a farlo. Anche in nome delle persone che si sono defilate, per egoismo o avidità, per non metterci la faccia o per non prendere posizione. Si, ci stiamo provando a ribellarci anche per coloro che vogliono tenersi buona la parte crudele che distrugge i diritti e commettete genocidi.
Il potere feroce vuole solo sudditi obbedienti, scrive Antonio Cipriani su RemoContro, non cittadini consapevoli, istruiti, che comprendono quello che accade davanti ai loro occhi e che hanno quel quid di senso critico per capire che parteggiare per chi ti rapina i diritti e futuro è un suicidio. Continuiamo a batterci, quindi, nei luoghi in cui abitiamo civilmente, per far sentire attraverso di noi la voce dei popoli oppressi, degli ultimi della società mai così a rischio come adesso. Per tenere accesa la fiammella della conoscenza contro la bufera dell’ignoranza arrogante, strumento perfetto di dominio.
Per aiutare i popoli oppressi, per lottare per la Palestina libera, dobbiamo aiutare la nostra coscienza civile e politica, dobbiamo lottare perché i criminali non siano al potere nei nostri Paesi, perché le obbedienze al capitalismo feroce che calpesta diritti, opprime e cancella la nostra storia, vengano superate. Dobbiamo riprenderci la democrazia, sottrarla dalle mani dei furbetti intolleranti che con i portafogli gonfi, e lo schiavismo come riferimento culturale, stanno beatamente occupandola in tutti i suoi aspetti.
Claudio Caldarelli

