Contro i bulli che governano il mondo

Il Report di Amnesty 206 è un atto di denuncia contro i bulli che governano. Dall’attacco “illegale” di USA e Israele all’Iran ai centri di detenzione per i palestinesi, fino agli stupri di massa nel Congo orientale, il “prontuario” delle violazioni dei diritti umani nel mondo. Scrive Nello Scavo su Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani. Pubblica una foro della Reuters con “il dolore di due donne per la morte di un loro familiare di un raid di Gaza.

Il Rapportodi Amnesty International non riguarda solo i diritti umani, ma è anche un durissimo atto di accusa contro “una nuova era, guidata dall’assalto al multilateralismo, al diritto internazionale e ai diritti umani, da parte dei bulli che governano affidandosi a ideologie razziste e suprematiste”.

Amnesty ci confeziona un prontuario delle tragedie che verranno, dalle guerre alle repressioni feroci, dalle persecuzioni religiose all’annullamento della giustizia internazionale fino allo smantellamento del welfare.

Scrive Amnesty sul Rapporto pubblicato su Avvenire “Dopo l’attacco illegale degli Usa e Israele, che ha provocato la rappresaglia indiscriminata dell’Iran, il conflitto si è trasformato in una guerra contro i civili, afferma Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty. Gaza è il crocevia. Amnesty parla di “genocidio israeliano contro i palestinesi” e lo inserisce in continuità di apartheid, occupazione e violenza strutturale.

Ma Gaza non è solo un luogo: è un metodo che, in varia misura, viene esportato in Palestina come nel Libano meridionale. Ma il dossier denuncia tante altre violazioni, quelle dei russi contro i civili ucraini, dei morti nei centri di detenzione, degli stupri su scala mondiale e tanti altri atti di barbarie.

Il Rapporto di Amnesty scava nel profondo e denuncia che una parte del potere globale, cioè dei leader delle nazioni che usano il potere degli eserciti contro vittime innocenti, non si limita più a sfuggire alla giustizia internazionale, ma prova a delegittimarla. Le sanzioni americane contro i procuratori e i giudici della Corte Penale Internazionale, trovano eco nei provvedimenti di Mosca, che in contumacia ha condannato i giudici internazionali a 15 anni di carcere.

La mancata esecuzione di mandati di arresto, dal libico Almasri in Italia a Putin e Netanyahu che viaggiano all’estero senza temere di venire catturati e processati, racconta il baratro dove ci hanno portato i padroni del mondo, i bulli, gli arroganti.

Nasce così, scrive Nello Scavo su Avvenire, un ordine che non si regge solo sulla capacità militare, ma su un linguaggio politico che trasforma il diritto in ostacolo, la società civile in nemico, la solidarietà in sospetto.

di Claudio Caldarelli

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