ANNUNCIATA LA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO VASCELLO

Manuela Kustermann durante la conferenza stampa ha annunciato la nuova stagione teatrale per l’anno 2026/2027 che partirà a metà settembre con la bellezza di 37 spettacoli di grande valore artistico. Nel tempo dell’algoritmo che tutto muove, dei programmi digitali, del transumanesimo fattosi anche arte, ci troviamo di fronte ad una necessità di trovare un “luogo sicuro” dove poter dare accoglienza al caos che ci circonda.

“CONTENERE IL CAOS” è il leitmotiv dell’intera stagione che inizierà il 15 settembre e si concluderà il 30 maggio: il teatro come spazio in cui il caos umano viene contemplato, trattenuto, interpretato senza mai soffocarlo o tentare di ordinarlo. Il pubblico, ormai superstimolato da un panorama digitale che lo circonda incessantemente, in teatro sarà attratto da tragedie e opere che, come nei teatri greci dell’antichità, metteranno in scena i drammi, le passioni, le miserie e le fragilità e le identità frammentate dell’umanità.

Un rituale antico e attuale in cui un pubblico composto da persone che ancora trovano nel teatro quel luogo sicuro dove riunirsi, daranno modo alla propria anima di entrare in contatto con i personaggi rappresentati. Uno spazio dedicato al rito e al tempo teatrale, un luogo dove condividere non solo lo stesso spazio con gli altri ma anche lo stesso tempo: un tempo teatrale che è al tempo stesso paradosso e forma di resistenza, un tempo atipico in cui si può ancora credere ben sapendo di non credere. L’attore porta in scena la propria vulnerabilità e il proprio ruolo e lo spettatore è invitato a farne parte,  ecco il segreto per contenere il caos. Ricche le tematiche scelte dalla Kustermann per questa stagione al Vascello: la centralità della parola, il logos, la centralità del corpo con spettacoli di danza, la moralità, la spiritualità, il male di vivere. Temi come il bene e il male, l’etica e il perdono, il potere e la coscienza. La condizione umana verrà esplorata in ogni suo aspetto: dal disagio alla sofferenza, dalla gioia alla crisi, dal presagio all’abbandono. Gli spettacoli in cartellone lasceranno un segno tangibile di come il teatro, oggi più che mai in un’epoca pigra fatta di divani e tablet, si confermi compagno fedele dell’umanità da millenni. Persino l’atto di uscire di casa per andare a teatro diventa un atto performante e un diritto inalienabile: un modo per rivendicare il proprio ruolo attivo di spettatore.

Silvia Amadio

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