Dio cammina con il suo popolo

Dio cammina con il suo popolo. Questo dice Papa Francesco nel Messaggio scelto, per la 110 Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che sarà celebrata Domenica 29 settembre 2024. In questi giorni si celebra la ricorrenza del drammatico naufragio di Cutro in cui morirono più di cento persone di cui 35 minori.

La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato deve responsabilizzare tutti verso un nuovo modo di accogliere, di non avvallare la politica dei respingimenti.

Papa Francesco su questo tema è molto sensibile, ci ha fondato il impegno mettendo la Chiesa al servizio della umanità emarginata che muore di fame e di guerra.

Dio cammina con il suo popolo, questo ripete Francesco nei suoi Angelus, nelle prediche, negli incontri. Non smette di pregare per le donne e i bambini che muoiono in fondo al mare

Il Pontefice si focalizza sulla dimensione itinerante della Chiesa, esprime tutta la sua vicinanza agli ultimi, cammina con loro sulla terra martoriata dalla violenza, dalla guerra, dall’odio e dalla cattiveria. Uno sguardo particolare rivolto alle sorelle e ai fratelli migranti, icona contemporanea della Chiesa in cammino.

Camminare insieme, superando gli ostacoli, superando gli egoismi, superando la logica del profitto che impoverisce l’umanità.

Dio cammina con noi. Emanuele è in ogni migrante che bussa alla nostra porta e si offre all’incontro.

La Giornata del migrante è stata istituita nel dicembre del 1994, per rendere solidale la Chiesa nei confronti di miliardi di emigranti e migranti che si muovono nel mondo.

Papa Francesco ricorda l’enciclica “Fratelli tutti” per richiamare l’attenzione sul principio di fratellanza, che deve accomunare tutti, senza escludere nessuno. Essere inclusivi, accogliere non respingere, condividere il pane, essere fratello del fratello, questi insegnamenti possono generare amore e pace in un mondo fatto di odio e di guerra. La pace, dice il Papa, cammina con noi.

Emanuele Caldarelli

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