VISIONARY YOUTH

silviaVISIONARY YOUTH

E LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’AFRICA

di Silvia Amadio

pastedGraphic.png

JOHN SESEH ANDOKALI IDEATORE DEL PROGETTO VISIONARY YOUTH

Intervistiamo John Seseh Andokali il ragazzo che insieme ai suoi compagni di Jos in Nigeria ha dato vita ad un progetto tanto geniale quanto impegnativo, ovvero quello di dare ai giovani nigeriani la possibilità di non diventare forzatamente migranti., offrendo loro una alternativa di vita attraverso la formazione. 

John frequenta la Pontificia Università Antonianum di Roma dove si sta laureando in Filosofia con specializzazione Ecologia Integrale, tra i vari progetti nati all’interno del corso universitario, ha pensato di creare una associazione in Nigeria nella quale confluiscono diversi giovani che hanno intenzione di non cadere nel facile abbaglio della fuga dal proprio paese per trovare il benessere all’estero. Visionary Youth è composta da un gruppo di giovani nigeriani impegnati in diverse attività utili per fornire una valida alternativa alla disoccupazione, alla delinquenza, allo spaccio e ad altre facili vie per sopperire alla cronica mancanza di lavoro e di ideali. Chiamato spesso a partecipare come relatore a convegni sulla sostenibilità e su progetti di ecologia integrale, è impegnato nel promuovere il suo progetto Visionary Youth su tavoli che trattano gli argomenti relativi alla responsabilità educativa, cercando di comprendere le ragioni del fenomeno migratorio. Dare la giusta importanza alla professionalità delle nuove generazioni nigeriane è il fulcro del suo progetto che parte dai ragazzi nelle carceri per passare a quelli negli orfanotrofi , per giungere infine a quelli abbandonati al loro destino di futuri migranti senza opportunità di realizzare i loro sogni.

Visionary Youth nasce dall’idea di creare un progetto unico e virtuoso che persegue uno scopo concreto e realizzabile, che è quello di impegnarsi nel valorizzare ogni ragazzo che si trova in difficoltà e che viene spinto ad allontanarsi dalla sua patria per mancanza di stimoli. I ragazzi che compongono l’Associazione Visionary Youth (tranne John che vive a Roma e lavora per la Comunità di Sant’Egidio) vivono tutti in Nigeria e si sono raccolti intorno ad un progetto che offre la possibilità di essere d’aiuto per supportare i più bisognosi a credere nei propri sogni ed a costruire il proprio futuro senza dimenticarsi di sognare e di non lasciarsi abbattere dalla mancanza di stimoli. Importante come punto di partenza è il riconoscere che, fornire strumenti concreti come corsi di formazione e corsi di addestramento che possano avviare i giovani nel mondo del lavoro, sia il primo passo verso un obiettivo comune. Offrire una preparazione, seguire i ragazzi nei vari corsi di formazione e sostenerli nello studio e nella frequenza è l’obiettivo principale. Quello di formare i giovani con diverse competenze, dalla sartoria alla calzoleria, dal giornalismo alla grafica, sono tutti percorsi utili a fornire una seria formazione che possa offrire loro la possibilità di un futuro diverso, un futuro dove il lavoro può essere trovato anche nella propria terra d’origine e non necessariamente all’estero. Al momento i corsi per falegnami, barbieri, estetiste, parrucchiere, dj, stilisti, registi, fotografi, organizzatori di eventi, scrittori, cuochi, musicisti, possono essere utili ad offrire competenze dando modo ai giovani di Jos di trovare una identità attraverso la preparazione personale e attraverso il lavoro.  

LA SINDROME DELL’”ERBA DEL VICINO” o sindrome Greener pastures

È il termine che descrive il fenomeno che spinge i giovani nigeriani a lasciare il loro paese alla ricerca di migliori opportunità di vita altrove, soprattutto in Europa dove vedono un’erba sicuramente più verde di quella della loro terra madre.  John Seseh ha effettuato diverse ricerche storico-scientifiche nella sua tesi di laurea ed ha tentato di analizzare i diversi fenomeni per cui i giovani nigeriani subiscono gli effetti della cosiddetta “sindrome dell’erba più verde”, ovvero l’idea fissa che altrove la vita sia migliore di quella che si potrebbe fare a casa propria. Ecco alcuni brani della sua ricerca in cui si spiega la teoria della greener pasture: “questa mentalità è frutto dell’eredità coloniale in cui le culture, le usanze, le identità culturali e le loro pratiche, venivano presentate come inferiori. Le radici sono state sostituite da una nuova cultura e spesso quella occidentale è quella che i ragazzi nigeriani vedono come migliore della loro. Questo li spinge a fuggire dal loro paese in quanto non possiedono più una identità radicata nella storia, la mancanza di riferimenti stabili e di esempi virtuosi nella politica e nella storia del paese, ha creato una pesante crisi di identità in una generazione intera. Gli effetti negativi delle colonizzazioni sono rilevabili tra i fattori endogeni del fenomeno migratorio. ”

pastedGraphic_1.png

Analizzando quindi le diverse cause per cui questa sindrome colpisce gran parte della popolazione giovanile nigeriana, che non trova pace in casa propria e che affronta viaggi difficoltosi e vessazioni indicibili per raggiungere le coste libiche dalle quali vengono poi imbarcati sulle carrette del mare che ben conosciamo, ha riscontrato come causa principale quella della mancanza di alternative legate alla propria identità. Essi non rimangono legati alle loro radici, le rigettano e cercano invece di tagliarle fuggendone lontano, abbandonando la propria patria senza voltarsi indietro. John nel suo lavoro di ricerca ha rivisitato l‘intera storia della Nigeria per cercare di capire i motivi per cui la sua terra, nonostante sia un paese ricco di risorse, è sempre stata luogo di sfruttamento, di corruzione, di degrado e di instabilità politica. 

INTERNATIONAL AFRICA DAY Cogliendo l’occasione della celebrazione del 25 maggio data in cui nel 1963   ben 30 leader dei 32 stati indipendenti dell’Africa firmarono lo statuto dell’Organizzazione dell’Unità Africana, gli studenti hanno ideato un incontro online. Oggi conosciuta come Unione Africana, ha dato spunto per trattare il tema dell’incontro del 25 maggio 2024 , l’idea che di tanti stati africani associati, quello nigeriano è uno di quelli con il più alto tasso di migrazioni. Il tema principale è stato quello di dare un valore al “nome”, evidenziare come il proprio nome porta un bagaglio con sé che non va dimenticato, raccontare la storia del proprio nome e scoprire il ruolo che il proprio nome gioca nella costruzione e nella difesa della propria identità personale è stato l’oggetto del dibattito.

pastedGraphic_2.png

INTERNATIONAL AFRICA DAY dal 1963 ad oggi in questo giorno è stato mantenuto vivo come celebrazione dell’unità africana proprio per rendere sempre attuale un obiettivo comune dei vari paesi africani, come quello di rimanere uniti e di perseguire scopi condivisi, non ultimo la pace. Grazie alla collaborazione con i ragazzi di una importante organizzazione giovanile come Giovani Universitari in Parlamento, quest’anno, per festeggiare questa giornata e darle un nuovo significato, è stato indetto un incontro internazionale condotto da Gabriele Gusso il quale ha coinvolto Visionary Youth, per celebrare questo anniversario. Anche i ragazzi della LUISS hanno partecipato all’evento grazie all’intervento di Matteo di Pietro, segretario del Consiglio Universitario della LUISS (anch’egli membro di Giovani Universitari in Parlamento)che ha cooperato nel creare l’incontro online sulla piattaforma  digitale dove anche i ragazzi della Nigeria hanno potuto dare il loro contributo in diretta. Cogliendo l’occasione per combattere queste sfide, Matteo ha evidenziato l’importanza di alcune priorità quali, ad esempio, quella delle “global partnership”, dello sviluppo sostenibile, dell’educazione e della formazione professionale per aiutare l’Africa e gli africani a scoprire e valorizzare le loro potenzialità.

VISIONARY YOUTH è una realtà nuova, formata da giovani studenti nigeriani che operano attivamente per il bene della loro comunità, puntando su uno scambio culturale e internazionale. L’evento è stato volutamente incentrato sul significato dei nomi propri dei ragazzi africani, siccome il nome è una delle radici del nostro essere che va a rappresentare la nostra identità, la nostra cultura e il nostro senso di appartenenza, è stato molto interessante ascoltare la storia dei loro nomi ed anche il perché sono stati dati a loro da neonati.

Nendangtok Henry Gondyi, presidente di Visionary Youth, ha espresso la sua gioia nel collaborare con GUP e LUISS in vari progetti che possono offrire opportunità di crescita professionale a tanti giovani africani che stanno perdendo la speranza nella costruzione di un futuro migliore.

Deborah Shwarka, rappresentante di Visionary Youth, ha fatto una presentazione sull’importanza dei nomi africani, spiegando che in Africa, soprattutto in Nigeria, i nomi danno identità alle persone. Dai nomi, infatti, è facile capire da quale parte della Nigeria provengono. Oltre all’identità, i nomi hanno un significato spirituale e spesso le persone vivono secondo il valore dei propri nomi.

Complimenti quindi a questo gruppo di ragazzi che sta piantando semi in grado di far nascere tante possibilità concrete in una terra di grande travaglio come la Nigeria. La giornata si è conclusa con un momento di condivisione tra i partecipanti. Un grazie quindi anche a John Seseh che ci ha confessato i suoi sogni: “Per costruire il mondo che desideriamo, ognuno di noi ha il compito di mettere a disposizione il proprio talento per aiutare gli altri nel loro percorso di crescita. Nessuno è troppo piccolo e nessuno è troppo grande per mettersi in gioco nella ricostruzione di un mondo più inclusivo che desideriamo e sogniamo”. Auguriamo a tutti noi di riuscire a realizzare questo bellissimo progetto in modo da contribuire fattivamente al cambiamento auspicato offrendo il nostro aiuto per un futuro più luminoso per tutti.

Print Friendly, PDF & Email