La strage dei senza dimora

Gaetano aveva 66 anni. È morto accanto ai carrelli di un supermercato di Mantova. Avvolto negli abiti umidi e sporchi che usava come coperte. È morto di freddo come Pietro Zantonini, morto di freddo sul lavoro, nel cantiere del palaghiaccio di Cortina.

Si muore sul lavoro di freddo. Si muore sulla strada di freddo. Per i senza dimora l’inverno è una strage continua. Il freddo uccide. Gli stenti uccidono. La solitudine uccide. L’abbandono uccide. In questo periodo dell’anno, la solitudine aumenta, come aumenta il sentirsi abbandonati, il “popolo grasso” troppo occupato a preparare il cenone di Natale o di Capodanno. A nulla servono le parole di Papa Leone XIV di evitare il Natale che consuma fine a se stesso e non elargisce neanche le briciole. Il Natale dopato lo chiama Papa Prevost. Si c’è un doping a cui quasi tutti si sono sottomessi, dimenticando il patto universale di sorellanza. Di sentirsi uguali con gli stessi diritti.

Gaetano è morto. Di freddo. Non aveva niente. Era solo. E solo è morto. Avvolto a degli stracci che non servivano contro il freddo, se non ha farlo sentire ancora più povero e abbandonato di quando lo fosse.

Nel 2025 la strage degli invisibili, dei senza dimora, ha superato le 400 vittime. Nelle grandi città, ma anche in provincia. Una morte su tre avviene in uno spazio pubblico, visibile dai cittadini (che fanno finta di non vedere) e dalle istituzioni.

“Nel 34% dei casi i ritrovamenti sono infatti avvenuti in strada, parchi e aree pubbliche, si legge nel report della federazione italiana organismi per le persone senza dimora, ma quali sono i motivi di queste morti? Le cause dei decessi tra le persone senza dimora riflettono una condizione di estrema vulnerabilità, in cui fattori personali, sociali e ambientali si intrecciano aggravando situazioni spesso già precarie. Non si muore solo per il freddo o il caldo, anzi. L’analisi evidenzia che la strage invisibile continua ad alimentarsi mese dopo mese, nel corso dell’anno intero”. La mancanza di cure sanitarie, la solitudine, l’isolamento sociale, l’assenza di un alloggio, tutto concorre a lasciarsi andare, così al primo freddo, ci si addormenta senza svegliarsi più. Così Gaetano non si è svegliato più. È morto. Di freddo. Trema i carrelli del supermercato di Mantova. Solo. Morto da solo. Senza nessuno. Eppure in tanti passavano per quel supermercato, per acquistare merci per un Natale dopato.

di Claudio Caldarelli

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